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La Mind Chess tra Psicologia e Fisica Quantistica

Psicologia e Fisica Quantistica

Leggi e soffermati in Questo Attimo!.. Fermati nell’ Attimo e stai qui con il tuo respiro di ora. “Sentiti”..miliardi di atomi sono in azione dentro di te…sei parte integrante sincronica di un’esistenza infinita!

La tecnica della Mind Chess è un nuovissimo metodo teorico-operativo creato nel 2003 da Antonino Setter Furfaro basato su una rappresentazione simbolica che usa la visualizzazione col PONGO COLORATO di un “sistema grafico a tre dimensioni che rappresenta in quell’istante di tempo, in una sorta di scacchiera, l’idea che abbiamo delle nostre situazioni di vita”. Letteralmente è “lo scacco della mente per mettere in scacco chi sta usando la nostra mente” (A.Furfaro), una specie di foto istantanea di ogni fattore che risulta essere in loop nella nostra memoria e che “gira”, “ricicla” perché sempre stimolato da “attivatori” energetici-corporei che risiedono dentro e fuori di noi, tenendoci appunto prigionieri nel nostro non- Sé, in ogni nostra non-scelta, all’interno di un tempo che non-è.

E’ mia ormai la consapevolezza che dentro di noi esiste una nostra intelligenza che tutto conosce, una sorta di Guaritore interno potente che può “giocare” come un bimbo col pongo colorato che diventa strumento elettivo tra le mie mani (Mind Chess) in quanto fonde colore, tatto, odore, gusto-odore, suono-ritmo del movimento cinestesico nel “come” plasmo il pongo tra le mie mani prima di farlo diventare “questo è il mio Obbiettivo”, “questo sono Io”, “questa è la mia Energia”!

esempio di mind chess

La Mind Chess, di cui sono una studiosa sotto il profilo psicologico, potrebbe diventare un pertinente “strumento-test” se giustamente studiato, applicato e calibrato adatto per eccellenza agli psicologi psicoterapeuti. Questo strumento può analizzare, per modificare i contenuti energetici-corporei di memoria, non solo il passato del soggetto, ma anche il futuro, il “progetto” stesso e qui sta la grande intuizione di Antonino Setter Furfaro, a mio avviso tra i precursori nella sua particolarità. Ci si apre alla Fisica Quantistica e lavorare con  la Mind Chess vuol dire lavorare anche con/sulla Matrix Energetica. Siamo davanti ad un messaggio “nuovo” non solo nella comunicazione umana ma soprattutto nel campo della Psicologia a cui professionalmente appartengo e da cui, da tempo, mi sono ampliata per abbracciare appunto l’affascinante visione della Fisica Quantistica e quindi della Psicologia Quantistica.

La Fisica Quantistica è un insieme di teorie fisiche che descrivono il comportamento della materia a livello subatomico cioè microscopico e nonostante possa essere vista molto distante dalla Psicologia è stata applicata allo studio della Coscienza, oggetto di studio appunto della Psicologia. La Matrix Energetica “esiste in una realtà adimensionale, non ha massa, non ha spazio, non ha tempo, interviene nella nostra realtà a quattro dimensioni, guidando il comportamento di strutture che hanno precise forme simboliche; essa è pura informazione costruttiva, è onnipresente, è simultaneamente  in relazione con l’essenza di ogni cosa, sia essa un elettrone o una galassia….” (“Benattia” F.Oliviero). Energia e Coscienza sono la stessa cosa, la Matrix Energetica è la Coscienza Globale ed è ovunque anche a “casa” nostra, “dentro” di noi perché non è separata da noi e il suo prodotto è l’energia-materia.

Sia la luce che le particelle che formano gli atomi (materia) sono costituiti dai “Quanti”, piccoli concentrati di energia che hanno in sé, a livello subatomico, una natura duplice: ondulatoria e corpuscolare. Questa intuizione l’ebbe il matematico e fisico Louis De Broglie (1929 premio Nobel), mentre le proprietà delle vibrazioni dell’onda quantistica vennero descritte in termini matematici dalla “equazione d’onda” di Schrodinger, matematico e fisico austriaco (1933 premio Nobel).  L’esperimento “delle due fessure”  “dimostra come le particelle subatomiche che formano la materia, si manifestano soltanto all’atto dell’osservazione. Fino a quel momento, cioè fino a quando “qualcuno” non li osserva, esiste  “solo” il potenziale della particella sotto forma di una onda energetica, che contiene in sé tutte le possibilità. All’atto dell’osservazione, una particella prende vita occupando una delle possibilità, solitamente quella che ci aspettiamo. L’aspetto sconvolgente ma anche illuminante di queste scoperte è che tutto l’Universo e noi stessi siamo formati da particelle; le stesse particelle che esistono come materia quando le osserviamo ed esistono come onde di possibilità quando non le osserviamo” (vedi http://www.quantistica.altervista.org)

Già nella storia della psicologia si parla di fattore “energetico”. Nel “Progetto di una psicologia” del 1895, Freud aveva mutuato i concetti acquisiti dalla fisica viennese di allora per spiegare i fenomeni psichici in termini “energetici”. Infatti l’atmosfera della “Società fisica di Berlino” fondava le sue basi nell’illuminismo e proclamava che “ nell’organismo non agiscono altre forze al di fuori di quelle fisico-chimiche” e l’immissione di forze nuove dovevano essere “riconducibili alla forza di attrazione e repulsione”. Freud ha ricevuto da questo “club” senz’altro un’ influenza, quasi un bisogno di rigorosità per far si che la sua teoria potesse essere considerata come la scienza richiedeva cioè avente base ripetibile e verificabile. Ma buona parte delle ragioni per le quali Freud si richiamava al “ principio di conservazione dell’energia” possono forse essere riconducibili nella ricerca di un modello fisico che potesse riprodurre ciò che può succedere nella mente intesa come “scambiatore d’energia” focalizzandosi in termini di possibilità  d’informazione.

Un altro esempio che dimostra l’intuizione di Freud inerente l’attività ciclica della mente è il “flusso di coscienza”. Come scrive F.Marcolongo “si è infatti dedotto , da sperimentazioni strumentali e funzionali che il flusso di elementi percettivi che riverbera dal talamo alla corteccia e viceversa ha una attività ciclica che ha un periodo misurabile. La coscienza è quindi un elemento ciclico che si rinnova alla frequenza di 40 Hz”. Infatti tale schema dell’attività cerebrale in termini sinusoidali è ora dimostrato scientificamente: attenzione e coscienza funzionano come processi con un effettivo andamento ciclico.

Così nell’avanzare della teoria psicoanalitica Freud si convincerà del fatto che il trauma, spesso di origine sessuale, non fosse solo quello reale che se non abreagito si poteva fissare nello psichismo in forma di carica affettiva, sessuale e rimanere intatto (perché la carica psichica associata ovvero l’energia non poteva fluire), ma il trauma poteva anche appartenere al mondo fantastico del paziente cioè era rintracciabile non la causa ma l’effetto.(lettera a Fliess 1897)

In un lavoro di Corrao del 1986 si legge “ci dobbiamo abituare al pensiero che la Coscienza non è un Qui e l’Inconscio non è un Là. La psiche è piuttosto una tonalità Conscio-Inconscio”. Personalmente mi affascina leggere la psiche in termini di tonalità inquanto cognitivamente si è portati a porre l’attenzione più sulla vicinanza che sulla lontananza. Infatti in un interessante colloquio di lavoro tra Antonino Setter e me, è emerso chiaro il concetto che nella Mind Chess, quando si lavora sull’Obbiettivo e porgo alla persona il pongo di colore rosso dicendogli “Un grande Sogno” devo comunicare anche all’inconscio l’impellenza dell’obbiettivo perché dove c’è distanza l’inconscio non capisce e legge “non hai comunicato!” L’impellenza dell’Obbiettivo deve essere visibile a livello di energia…visibile, sentibile, gustabile, è quando ti dai da fare, è quando l’energia “frizza”. La “distanza” tra Te e il tuo Sogno deve essere colmata con l’energia (che nella Mind Chess è il pongo di colore bianco “questa è la tua Energia”) cioè farmi sentire la gioia del mio Sogno! Unire l’Obbiettivo a me. Io lo posseggo già.

Nella mia professione di psicologo e psicoterapeuta che abbraccia la Psicologia Quantistica noto che lo spazio determinato dalla seduta psicoterapica può a volte avvicinare ampie distanze emotive di cui il paziente stesso ha riscontro quale insight in una sola seduta mentre ha impiegato in effetti tempi più lunghi di elaborazione. Il vantaggio che uno psicologo classico, avulso dalla competenza quantistica, ne potrebbe trarre usando questo metodo teorico-operativo e quindi intraprendendo il percorso di formazione Mind Chess  è che si potrebbe focalizzare subito sul processo di consapevolezza tendente alla risoluzione del problema stesso senza soffermarsi troppo sull’analisi-tempo del contenuto “dolore” che, sotto un profilo energetico come dimostra la fisica quantistica, porterebbe ad una amplificazione della traccia di memoria collegata al malessere e alla solidificazione invece che allo scioglimento del problema stesso.

E’ noto che nella dimensione  subatomica dell’estremamente piccolo , lo spazio-tempo è quantistico, cioè non esiste il tempo sia nella fisica quantistica che nella psicologia quantistica: per la mente passato e futuro non esistono anche se in essi la nostra mente può vivere intrappolata. Il potenziale del metodo Mind Chess permette allo psicologo di lavorare nel qui-e-ora (condizione neutrale) direttamente sul futuro offrendogli da un lato l’emergere degli elementi da “dentro la memoria” del soggetto che se funzionali vengono lasciati nella visualizzazione del pongo mentre, dall’altro lato, vengono manualmente “spostati” anche dalla “linea temporale” del soggetto se le “radianze” sono emotivamente impregnate di pensieri limitanti, paure, rabbia, esperienze traumatiche permettendo così di recuperare l’energia bloccata. Pertinente diventa quindi la domanda psicologica al soggetto: “Cosa senti adesso che hai raggiunto il tuo Obbiettivo da due giorni?” cioè far sentire al soggetto come se fossimo già due giorni dopo il raggiungimento del suo obbiettivo. Questo attira, grazie all’applicazione del metodo e alla sua natura, “come una calamita” dal futuro, il presente desiderato. (A.Furfaro). Solitamente trascorsi due o tre anni di analisi col paziente la mente dell’analista ha completato la “fase di imput cognitivo” e si può ottenere una buona chiarificazione nei confronti del paziente stesso. Con la Mind Chess si possono notevolmente accorciare i tempi terapeutici.

Inoltre lo psicologo che decide di avvalersi nel suo lavoro professionale del metodo Mind Chess potrà avvalersi anche della comunicazione contemporanea delle tre memorie: psichica, somatica, emozionale- energetica che rappresentano l’accesso ai cervelli rettile, limbico, neocorteccia. In questo modo potrà avere a disposizione in un unico intervento il “contatto” con i ricordi condizionanti e dolorosi del soggetto (matrici delle cosiddette malattie psicosomatiche) ma potrà anche inserire contemporaneamente nelle tre memorie nuove informazioni tramite la “Tripla Comunicazione Contemporanea”.

Anche E.Manousakis, ricercatore dell’Università della Florida, è partito con analizzare i processi neurali che vengono coinvolti durante l’osservazione di una immagine ambigua come può essere quella del vaso di Rubin: nel momento in cui riusciamo a vedere la coppa bianca non riusciamo a vedere i due volti del profilo nero. Il nostro cervello infatti non riesce a comprenderle contemporaneamente e deve compiere dei “salti di immagine”. “Manousakis ha studiato tali salti d’immagine registrando il tempo intercorrente tra i salti e monitorando i processi cerebrali attraverso la risonanza magnetica. Dai risultati è emerso che durante questo tipo di compito si osservano comportamenti assimilabili al comportamento quantistico della particella.” (F.Marcolongo). Infatti come già detto, per la Fisica Quantistica , una particella se viene osservata può trovarsi “in uno stato ed immediatamente dopo in uno stato anche contradditorio” (corpuscolo/onda).

Uno degli aspetti della Mind Chess che più mi attraggono nel mio itinere di studio è verificare se e quanto l’osservatore può o meno rientrare in tale “gioco” visto che nella Mind Chess l’ ”osservatore” è il soggetto stesso.

Uno stimolo per una nuova visione della scienza lo troviamo anche nell’importante incontro tra W.Pauli, fisico austriaco premio Nobel nel 1945, e Jung sulla base della Fisica Quantistica e della Psicologia analitica. La ripetibilità del fenomeno veniva garantita fino a poco tempo fa dal causalismo e dalla statistica perché in Fisica un fenomeno che non può essere ripetuto vuol dire che non può essere attendibile. Tuttavia si è visto ora che non si può riprodurre la “condizione psichica dell’osservatore” “la cui influenza sul fenomeno stesso, non può in realtà essere eliminata. Essa è, per definirla, una “variante statistica” che renderebbe di fatto i fenomeni irripetibili.” (da Lettere di Pauli a Jung, Zurigo 24/11/1950 del carteggio Pauli-Jung curato da C.A.Meier). Nel 1955 uscì il saggio “Psiche e Natura” dove è riportato il nucleo delle loro idee.

Pauli appartiene a quella stessa cerchia scientifica viennese dei primi decenni del novecento che seguendo la ventata rivoluzionaria di Einstein all’interno della fisica teorica inizia a elaborare la fisica dei quanti e in contemporanea entra in scena Jung con la sua visione di un mondo metafisico basato sulle immagini archetipiche. Pauli e Jung sono quindi entrambi attratti dal mistero quantico. Infatti, fisica e psicoanalisi due discipline apparentemente distanti tra loro, in Jung stimolano già un parallelismo nel suo scritto del 1928 “Energia Psichica” dove viene ricercata una stretta similitudine tra i due rami per quanto concerne la nozione di Energia.

Parlando di Sincronicità neuropsichica vi è un interessante esperimento scientifico che ha dimostrato come le onde cerebrali dei due emisferi si sincronizzano quando due persone entrano in uno stato di “sintonia” tanto che i tracciati elettroencefalografici hanno una spontanea tendenza a diventare identici. Questo esperimento aiuta a comprendere come due persone ad esempio possano essere “legate” tra loro oltre lo spazio e il tempo, così come un maestro illuminato è ai suoi discepoli “unito”. Molti fisici sostengono che tale legge di Sincronicità funzioni già a livello subatomico. Dove la mente razionale usa il “pieno” la Sincronicità usa il “vuoto”, il “vuoto” subquantico.

Questo “vuoto”è il “trasmettitore” vibratorio dell’ Informazione. Lo studioso tedesco Popp “ha dimostrato che ogni forma vivente rappresenta, in quanto composta da energia, un corpo vibrazionale..e che esiste una radiazione fotonica ultradebole che si manifesta in tutti gli organismi viventi…ma la sua coerenza (specificità del messaggio) è elevatissima e caratterizzata da una frequenza di emissione specifica per ogni specie vivente. L’emissione fotonica dell’uomo va dai 10 ai 1000 fotoni al secondo…prodotti dal normale funzionamento delle cellule e sono un importante e velocissimo sistema informativo a distanza, sia intra che extra cellulare….il risonatore chiave all’interno della cellula è il DNA, la cui elica, con la propria frequenza oscillatoria, rappresenta un produttore, accumulatore, emettitore di fotoni; tale emissione è direttamente proporzionale al grado di salute delle cellule”(F.Oliviero).

Da tempo, dopo queste scoperte, il metodo della Cromopuntura®messo a punto da P.Mandel e la Color Therapy, tramite lo strumento Bioptron® che io uso (oltre ad altre metodologie e tecnologie) nelle sedute ad indirizzo psicosomatico, sono un validissimo aiuto sul piano emotivo, mentale, fisico e delle energie sottili.

La Mind Chess ha una marcia in più.

Con questa tecnica lo psicologo ha in mano anche un altro potente mezzo: può “estrarre” memorie somatiche negative che mandano in loop il cervello trattando il soggetto con la comunicazione corporea “Tocco col cuore” (piccoli tocchi di pochi grammi che “toccano” tutto il corpo) facente parte integrante del metodo. “Quando un disagio energetico profondo, inespresso e incompreso segna per la prima volta un giorno della nostra vita, segna anche una parte specifica del nostro corpo fisico, e crea anche un collegamento con l’area del cervello che si è attivata durante il disagio…Un dolore sentito nel corpo innesca un segnale che stimola un pensiero associato e registrato, percepito dalla mente che lo “ripete” all’infinito anche nel corpo, che amplifica il dolore e la disfunzione”.(A.Furfaro). Con il “Tocco col cuore” si può interrompere l’attivazione di questo “arco riflesso psicosomatico” invertendo il processo, guidando il pensiero in flussi positivi il cui obbiettivo si sposta dal problema alla sua risoluzione.

Si può ben dire quindi che il metodo Mind Chess rappresenti un salto qualitativo nella panoramica degli approcci psicologici e psicoterapeutici attuali entrando in diretta sinergia con le scienze più giovani quali la Fisica Quantistica. Quando, per la prima volta, mi sono avvicinata al metodo come diretta allieva di Antonino Setter Furfaro e ho passato affascinata quel pongo colorato dalle sue alle mie mani dando vita  alla mia personale Mind Chess…ho provato quel “frizzo” interiore che, riconoscendolo, mi ha colto improvviso con gli occhi lucidi e stupiti di un bimbo… quando scopre in quell’Attimo la pura gioia in sé, semplicemente perché la prova!

Dott.sa Elena Negri

Dott.sa Elena Negri

One Response so far.

  1. Roberto scrive:
    Bel Sito!

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