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Flusso di coscienza

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Testimonianza sulla Mind Chess della Dott.sa Silvia Bonamin

I nuovi paradigmi che stanno emergendo negli ultimi anni in ambito scientifico mostrano come anche la scienza si stia progressivamente allontanando dalla visione meccanicistica cartesiana per avvicinarsi sempre più a una visione sistemica, funzionale e relazionale in grado di spiegare la struttura soggiacente a qualsiasi manifestazione, dalle leggi che regolano l’universo alla cellula. Nulla funziona in isolamento, tutto vive e si alimenta su base relazionale e così l’essere umano stesso produce su base relazionale, come per effetto di una sorta di codice immanente. L’identità di un qualsivoglia sistema è definita su base contestuale. Vista da questa prospettiva, la realtà è davvero una cosa estremamente affascinante, perché supera i confini della separazione e mostra una rete di significazione delle cose e degli eventi impensabile fino a pochi decenni fa. Il merito principale va indubbiamente alla fisica quantistica, ma la realtà è che questo principio è intrinseco alla natura stessa, non è stato ‘scoperto’ ma piuttosto ‘verbalizzato’.

Pensiamo al linguaggio, a questo potentissimo strumento che utilizziamo per plasmare i pensieri e osserviamo per un istante come funzionano le parole e anche le lettere all’interno delle parole: tutto è in relazione e la minima variazione di una singola lettera o lo spostamento di una parola all’interno della frase, sono in grado di trasformare i significati, i contenuti e i paradigmi. Alla luce di questa visione sistemica della vita e degli strumenti che utilizziamo per agirla, risulta opportuno chiarire che, anche nel mondo delle Discipline Bionaturali, i concetti di ‘guarigione’ e ‘benessere’ debbano essere inseriti all’interno di un paradigma relazionale in grado di concepire l’essere umano come una trinità di soma psiche pneuma.

Senza questa trinità, qualunque azione verso un maggior benessere risulta temporanea e non risolutiva.

In questo senso la Mind Chess è un potente strumento d’interazione efficace tra i tre aspetti, in grado di produrre effetti positivi permanenti sfruttando la capacità di trasformazione insita nell’essere umano e nella natura stessa.

Trasformare significa cambiare prospettiva di osservazione, modificare il paradigma della Ding an Sich (cosa in sè) per aprire nuove frontiere elaborative della mente sulla base del pieno possesso delle proprie risorse a scapito dei condizionamenti e degli effetti comunicativi che la società ha su ciascuno di noi. Attraverso la Mind Chess possiamo ri-strutturare i nostri occhi e ri-dare luce alla nostra vita partendo da NOI.

Come funziona questo strumento e quali sono gli aspetti che ne regolano l’efficacia?

A questo proposito risulta interessante un passaggio tratto dal ‘Cours de Linguistique Generale’ di Ferdinand de Saussure, nel quale il celebre linguista mette in relazione il sistema linguistico con il gioco degli scacchi: ‘ Di tutti i paragoni che potrebbero immaginarsi, il più dimostrativo è quello che potrebbe stabilirsi tra il gioco della lingua ed una partita a scacchi. […] Il valore rispettivo dei pezzi dipende dalla loro posizione sulla scacchiera […] il sistema non è che momentaneo; varia da una posizione all’altra. E’ vero che i valori dipendono anche e soprattutto da una condizione immutabile, la regola del gioco, che esiste prima dell’inizio della partita e persiste dopo ogni mossa. […] ciascuna mossa di scacchi non mette in movimento che un solo pezzo […] malgrado questo, la mossa ha incidenza su tutto il sistema […] una certa mossa può rivoluzionare l’insieme della partita e avere delle conseguenze persino su pezzi momentaneamente fuori causa.’ Questa straordinaria citazione mette in luce non solo l’aspetto relazionale intrinseco al sistema linguistico ma anche il concetto più esteso di valore, anch’esso esprimibile solo in termini di relazione e contesto e tutto ciò non solo rispetto alla lingua ma rispetto ad ogni sistema segnico osservabile.

Ora andiamo a vedere nel concreto come tutto questo sia applicabile in rapporto alla Mind Chess.

Partendo dal presupposto che essa lavora sull’asse sincronico del momento presente, attraverso la tripla comunicazione contemporanea – simultanea, sarà possibile resettare e rigenerare a livello conscio, contenuti e memorie iscritti a livello inconscio (dunque diacronico) che risultano essere non funzionali per la persona e somatizzati sui tre livelli citati precedentemente. Una siffatta cooperazione sinergica tra più livelli nella dimensione temporale presente consente risoluzioni inattese nell’immediatezza dell’attimo. Quest’azione rapida presuppone un metodo soggiacente costituito da regole precise, come nel gioco degli scacchi ma, proprio come in questo gioco, queste regole sono solo pilastri fondanti di una struttura ben più complessa che è la verità intima della persona che vive l’esperienza della Mind Chess.

Il valore relazionale tra i colori e il pongo risulta arbitrario, invece il rapporto che intercorre tra i colori all’interno dell’architettura del foglio è tutt’altro che arbitrario, poiché esso è l’espressione di tutta una serie di collegamenti interni alla persona, che hanno bisogno di essere riprogrammati e ristrutturati su base funzionale per consentire alla parte conscia di fare scacco matto alla mente inconscia (rendendola funzionale a sé).

Immaginiamo, dunque, che il foglio rappresentante la testa vista dall’alto sia una scacchiera sulla quale un operatore e una persona con alcune problematiche da risolvere si incontrano per giocare una partita decisiva dell’importante torneo della vita; un torneo piuttosto singolare in quanto non ci saranno né vincitori né vinti ma vincenti; nuove angolature di osservazione della realtà capaci di modificare in maniera definitiva il nostro dialogo interno e il nostro dialogo esterno (e quindi gli effetti psicosomatici energetici che si generano, I comportamenti, la comunicazione-relazione.

mappa mind chess

Spostare il valore funzionale di alcune ‘pedine’ piuttosto di altre può aiutare a modificare i paradigmi (i valori energetici) e portare luce laddove alla persona sembra che regni l’oscurità. Riprogrammare i sistemi intrinseci di relazione all’interno dell’asse sincronico, aiuta a creare nuovi codici di vita che possono ridare volontà, serenità e salute alle persone.

L’abilità dell’operatore di Mind Chess non sarà quella di pre-vedere la mossa della persona per agire ma di accogliere quella mossa per facilitare la persona a ridare nuovi valori e nuova luce a vecchie regole partecipative, molto spesso frutto di traumi e sofferenze non elaborati a sufficienza (energia mancante o esistenza sconosciuta del problema, anche se se ne subisce inconsciamente l’effetto deleterio-non funzionale).

Mettendo in luce le pedine bloccanti e focalizzando le possibili vie d’uscita per dare scacco alla mente (e al labirinto costruito attorno alla persona), la persona diventa consapevole del proprio potenziale interiore a scapito di un sistema sociale condizionante che ci vuole monocromatici e uniformati a un sistema che annienta la libera espressione e la creatività dell’essere umano per soggiogarlo a inutili giochi di potere.

Ognuno di noi ha diritto di sognare; ognuno di noi ha diritto di esprimere la propria anima in policromia; ognuno di noi ha il dovere, verso se stesso e verso le leggi dell’universo, di manifestare e vivere i propri talenti, in relazione ai propri sogni, perché solo nella libera autoespressione possiamo diventare essere umani consapevoli e in salute. Troppo spesso cadiamo prigionieri di schemi imposti che ci fanno desistere dal realizzare i nostri sogni, troppo spesso subiamo gli effetti di un sistema comunicativo aberrante e alienante che ci incastra in prototipi smembrati di noi stessi, al punto da farci dimenticare chi siamo realmente. La Mind Chess ha la forza di renderci autenticamente noi proprio perché, come a bordo di un grande veliero, sfrutta il vento interiore, sacro, unico e irripetibile che soffia al nostro interno e ci consente di raggiungere limpidi fondali dai quali poter riportare in superficie reperti di sogni sommersi, di gioie dimenticate per ridare colore alla nostra vita nel rosso corallino dell’intensità ritrovata.

La straordinaria capacità risolutiva della Mind Chess è dovuta al fatto che questa tecnica consente di elaborare soluzioni sulla base di una struttura interna soggiacente a qualunque manifestazione esterna della quale può essere  capace l’essere umano.

Sulla base del principio di arbitrarietà viene elaborato e reso manifesto un codice preciso, che nella scelta dell’ideatore, Antonino Furfaro, viene attribuito al pongo (medium), in quanto materiale duttile e facilmente plasmabile ma potrebbe essere associato ad un qualsiasi altro elemento che ne assuma il medesimo valore. Risulta infatti necessario parlare di VALORE poiché esso è il risultato di un’interdipendenza contestuale tra elementi anch’essi arbitrari. La non arbitrarietà è invece costituita dalla relazione che intercorre tra di essi, perché questa relazione viene decisa e resa manifesta direttamente dall’inconscio. La sinergia che intercorre tra Mente conscia e mente inconscia nella rappresentazione all’interno del foglio bianco è paragonabile a un foglio di carta: la parte conscia è il verso mentre la parte inconscia è il recto; non si può ritagliare l’uno senza allo stesso tempo ritagliare anche l’altro. Conscio e inconscio non sono isolabili ma sono cassetti di uno stesso contenitore: alcuni vengono aperti continuamente, altri invece restano chiusi ma ciò non ne compromette il contenuto.

Tutto ciò che viene registrato e messo in memoria rimane come traccia in noi e determina le nostre azioni, i nostri pensieri e condiziona il nostro stare nel mondo impedendoci di esprimere al meglio l’enorme potenziale insito in ciascuno di noi.

Gli ambiti delle discipline bionaturali, della scuola e della Formazione offrono una scelta vastissima di possibili soluzioni al malessere e al non essere funzionali, come si potrebbe, delle persone. Poche tecniche sono in grado di lavorare sui contenuti immanenti alla persona senza creare interferenza, rispettando la sacra e unica identità individuale.

Molte tecniche presuppongono atti interpretativi, initenzionali o intenzionali, da parte dell’operatore, ma  l’operatore-testimone è mendace per definizione, perché nessuno ha il diritto di stabilire la verità dell’altro.

La grande abilità di un operatore della Mind Chess risiede nel saper aiutare le persone a estrapolare la propria verità e le proprie zavorre per misurarne gli effetti, liberarsi ed esprimersi in pienezza.

Dott.sa Silvia Bonamin

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